Norme Generali per il Quinquennio
Norme generali valevoli per il Quinquennio teologico (Biennio filosofico propedeutico e Triennio teologico)
Norme Generali per il Quinquennio
Immagine: L’uomo che legge, Lione 1300 (Lyon, B.m., ms. 5128, f. 127v, 5128).
I Corsi del quinquennio Istituzionale si distinguono in obbligatori e ausiliari. Ad ognuno di essi viene attribuito uno o più crediti ects.

Corsi opzionali per il quinquennio

Gli Statuti della Facoltà stabiliscono che entro il Quinquennio istituzionale lo studente debba frequentare almeno due corsi opzionali tra quelli proposti annualmente (cfr. Statuti, art. 56.3°). Ogni corso opzionale deve raggiungere 24 ore di lezione (equivalenti a 2 crediti), al fine di conseguire con essi 4 crediti complessivi.
Il primo corso opzionale, da seguire durante il Biennio filosofico fondamentale, verterà su: a) le fonti storiche della religiosità popolare in Sardegna, oppure b) aspetti e trasformazioni della cultura in Sardegna. Il secondo corso opzionale potrà essere anch’esso scelto tra quelli proposti nei Bienni di Licenza, compatibilmente con gli orari dei corsi obbligatori del proprio anno.
Per poter frequentare come opzionale un corso del Biennio di Licenza, lo studente del Quinquennio istituzionale dovrà prima consultare il Docente titolare del corso.

Lavori personali durante il quinquennio

Gli studenti sono tenuti a norma degli Statuti della Facoltà (art. 57.3°), a preparare annualmente un elaborato scritto. In particolare:
• nel I e nel II anno, individualmente o in gruppo, dovranno svolgere un tema di loro gradimento, concordato con un Docente dell’anno (cfr. Regolamento, art. 57.3°); potrebbe essere opportuno redigere il primo elaborato in connessione con il corso Metodologia della ricerca.
• nel III anno prenderanno parte ad un seminario di ricerca;
• relativamente al IV e al V anno, si vedano le seguenti Norme riguardanti l’esame di Baccellierato.
Per quel che riguarda le «scadenze annuali» sia in relazione agli elaborati che ai seminari di ricerca, così come in relazione a ciò che concerne il lavoro scritto per il Baccellierato, è bene vedere le indicazioni proposte nel Calendario per i giorni: 31 ottobre, 30 novembre, 31 marzo e 30 aprile.

Norme riguardanti l’esame di baccellierato

L’esame in ordine al conseguimento del primo grado accademico o Baccellierato in Teologia, a conclusione del primo Ciclo di Studi Teologici, comprende:
1. la presentazione da parte del candidato di un proprio elaborato scritto nel contesto degli studi del Quinquennio;
2. brevi osservazioni sul lavoro da parte del Moderatore e del Revisore;
3. la proposizione dei cinque temi, tratti normalmente dal Tesario della Facoltà, precedentemente determinati.
L’esame, che abbraccia un’arco di tempo di circa 1 ora e 15 minuti, si estrinseca secondo la seguente scansione: 15 minuti per il candidato e 20 minuti ciascuno per il Moderatore, il Revisore e il Presidente della Commissione.

Per il conseguimento del Baccellierato lo studente dovrà:

• nel quarto anno:
– concordare tempestivamente il tema - nell’ambito indicato dal n. 1 - con un professore della Facoltà;
– preparare, sotto la guida dello stesso professore, un progetto dettagliato dello svolgimento dell’argomento (una o due cartelle dattiloscritte);
– presentarlo in triplice copia alla Segreteria, con la firma di approvazione del professore, entro la data stabilita al riguardo in Calendario. Il tema così presentato dovrà ottenere l’approvazione anche da un altro professore designato dal Preside;

• nel quinto anno:
presentare il lavoro dattiloscritto in triplice copia alla Segreteria, rispettivamente:
– entro il 30 aprile se intende sostenere l'esame nella sessione di giugno;
– entro il 30 luglio se intende sostenere l'esame nella sessione autunnale.

Lo studente che non riuscisse a sostenere l'esame finale di Baccellierato al termine del Quinquennio istituzionale, espletate le condizioni sopra indicate, concorderà con il preside i tempi dello stesso esame finale. In ogni caso dovrà presentare il lavoro scritto alla Segreteria due mesi prima dell'esame finale.
Il lavoro deve essere un elaborato di sintesi che comprovi l'idoneità del candidato a trattare con metodo, organicità e coerenza, i temi teologici all'interno di una sufficiente conoscenza globale delle discipline teologiche, e tale che comprovi che lo studente possiede l’introduzione al metodo della ricerca. Il suo contenuto, che non richiede l’indagine propriamente scientifica, deve raggiungere un minimo di trenta cartelle dattiloscritte di testo e, almeno normalmente, non superare le sessanta cartelle. Ogni cartella dovrà essere di circa 30 righe.
L’argomento svolto in questo elaborato deve essere tale da potersi connettere organicamente con alcuni temi fondamentali del Quinquennio istituzionale tratti dal Tesario della Facoltà [cfr. Statuti, art. 75.c); Regolamento, art. 75.5] sui quali verterà l’esame orale.