Teologia

Che cosa è la teologia?

Per molti comunica bigottismo, l’arroganza e l’esclusivismo dell’impraticabilità. Il dizionario definisce la teologia come “La scienza di Dio o della religione; la scienza che tratta l’esistenza, il carattere e gli attributi di Dio, le sue leggi e il governo e la dottrine in cui credere …. la scienza della fede e della vita cristiana.

La maggior parte delle definizioni riconducono la teologia allo studio di Dio, essa deriva dalla parola theos, che in greco significa “Dio”, e logia, logos parola greca che significa “parola”.

“Letteralmente la parola teologia significa “parole su Dio” o “lo studio di Dio”.

Se si dovesse associare a un termine generico, questo funzionerebbe tanto come “filosofia” che come “visione del mondo”. In generale la teologia parla di un sistema di credenze che si basano su impegni intellettualmente ed emotivamente detenuti da Dio e dall’uomo.

Che cosa è la teologia contestuale?

Una definizione comune della teologia è semplicemente “fede che cerca la comprensione”. Eppure una cosa che ci colpisce se cominciamo a leggere la letteratura teologica è che può suonare molto diversa a seconda di quando e dove è stata scritta. I Cristiani africani di oggi stanno scrivendo di Gesù come Calvino lo ha descritto in Svizzera nella metà del secolo 1500.

Poiché le impostazioni cambiano a seconda del contesto, di conseguenza cambiano le domande, cambia la nostra teologia. Questo è il motivo per cui possiamo dire che tutta la teologia è “teologia contestuale”, cioè, viene da un contesto. Per alcuni evangelici, questo potrebbe sembrare preoccupante.

Questo significa la verità cambia attraverso il tempo e le culture?

La risposta è no, in quanto siamo in grado di dare fiducia a un Dio che rimane lo stesso, mentre con umiltà ci rendiamo conto che le risposte teologiche sono qualcosa di utile, e che non rispondono alle domande di tutti i tempi. Nel contesto della mia ricerca, ci sono alcune questioni e approcci che io (e altri) interpretiamo diversamente a seconda del contesto. Per parlare della teologia contestuale oggi dobbiamo richiamare due possibili approcci per la teologia e la cultura, distinguibili dalle loro radici e dalla loro intenzione.

Teologia: la differenza

“Non parlarmi di teologia, bastano gli insegnarmi della Bibbia”.
Per il cristiano medio, la teologia potrebbe suonare come qualcosa di irrimediabilmente complicato, frustrante confuso e completamente irrilevante. Chiunque può leggere la Bibbia. Quindi perché abbiamo bisogno di personaggi che ci danno spiegazioni di fantasia?

La fede è in cerca di comprensione: La teologia è chiamata “fede che cerca la comprensione”. In altre parole, come cristiani ci fidiamo di Dio. Ecco dove entra in gioco la teologia. La parola teologia deriva da una combinazione di due parole greche, theos, che significa Dio, e logia, che significa conoscenza o di studio di Dio.

Se usata correttamente, la teologia può servire la Chiesa dalle eresie e per lotta contro i falsi insegnamenti.

Questo perché la maggior parte delle eresie provengono da concezioni sbagliate di chi è Dio. La Chiesa del Vangelo ha bisogno di riposare sul solido fondamento della propria rivelazione di se stessa in Dio. La chiesa ha la responsabilità permanente di esaminare criticamente le sue credenze e pratiche alla luce della rivelazione di Dio.

La teologia è alla continua ricerca della comunità cristiana e della saggezza di Dio e segue la guida dello Spirito Santo in tutta la verità.

“Fino al ritorno glorioso di Cristo, la Chiesa non può supporre di aver raggiunto il suo obiettivo”.

È per questo che la teologia non dovrebbe mai diventare una mera riproposizione di credi e dottrine della chiesa, ma dovrebbe piuttosto essere un processo senza fine di auto-esame critico. E’ solo nella Luce divina del mistero di Dio che troviamo la vera conoscenza.

Ogni volta che la chiesa non riesce a sentire la voce di Dio e cede alle proprie ipotesi e presupposti, diventa debole e inefficace. Si perde rilevanza agli occhi di chi sta cercando di raggiungere il messaggio del Vangelo. Lo stesso vale per qualsiasi parte del corpo di Cristo, quando si avvolge nelle proprie idee preconcette e nelle tradizioni.

Dobbiamo quindi dire sì al sì di Dio per noi in Cristo Gesù e abbracciare e cominciare a vivere nella gioia e nella luce di ciò che ha già assicurato per noi-unione, comunione e partecipazione con lui in una nuova creazione.

Tutti noi abbiamo una teologia, un modo di pensare e capire Dio, che lo sappiamo o no, e la nostra teologia influenza il modo in cui pensiamo e comprendiamo la grazia e salvezza di Dio.

Se la nostra teologia è dinamica e relazionale, saremo aperti a sentire la parola presente di salvezza di Dio, che egli ci dona liberamente. D’altra parte, se la nostra teologia è statica, ci accartocciamo in una religione di legalismo, sentenzioso e spiritualmente stagnante.

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